Mi chiamo Cecilia Gipponi e sono prima di tutto una donna. Poi anche un’avvocata.
Sono nata a Crema nel 1975 da una coppia che fu tra le prime, negli anni ottanta, nella mia città, a separarsi, ma che non ha mai cessato di trasmettermi i valori dell’uguaglianza e della libertà di tutte e tutti.
Dopo il liceo scientifico ho studiato giurisprudenza e mi sono laureata nel 2001 all’Università degli Studi di Milano.
Dopo il periodo di pratica forense ho superato l’esame di Stato e nel 2004 ho acquisito il titolo di avvocata: titolo che mi pregio di declinare al femminile, anche se – devo ammetterlo – non suona benissimo. Vorrei essere l’avvocata delle donne.
Ma le parole sono importanti e, spesso, il loro utilizzo può avere la forza di cambiare la società. Dal 2005 ho aperto il mio studio legale a Crema (www.studiolegalegipponi.com) e dal 2010 collaboro con ConTatto, Rete interistituzionale del territorio cremasco contro la violenza a donne e minori e con l’Associazione Donne contro la Violenza di Crema.
Ho anche una soddisfacente vita privata: sono sposata con Emanuele e mamma di tre ragazzi, tutti maschi, Giona (2007), Cosimo (2009) e Libero (2011).
La mia vita lavorativa e non, soprattutto negli ultimi anni, mi ha portato a incontrare tante donne e tanti uomini, che ho osservato nei loro comportamenti e nei reciproci atteggiamenti.
Le mie esperienze personali e professionali mi hanno fatto crescere nella consapevolezza delle condizioni delle donne nella società.
Purtroppo è evidente che il patriarcato pervade ancora la società fin nel più profondo, con espressioni e modalità differenti nei diversi contesti (geografici, culturali, professionali, sociali ecc.) e determina una serie di difficoltà nella vita delle donne e nei rapporti tra le persone, deformazioni e pericolose storture.
Mi propongo quindi di offrire molto modestamente piccoli contributi di riflessione, a partire da un punto di vista prettamente femminile, il mio, discorrendo di parità, stereotipi di genere, condizioni della donna in Italia e nel mondo.
L’obiettivo è quantomeno di stimolare un inizio di ragionamento che possa contrastare le tante discriminazioni e disparità, quando non addirittura le violenze e i femminicidi, che il patriarcato purtroppo ancora oggi continua ad alimentare.
Le donne e gli uomini sono diversi, anzi ciascun individuo è diverso, ed è proprio nella diversità e nell’unicità di ognuno che va promossa la parità: infinite unicità, pari diritti.