Perché questo blog

Mi chiamo Cecilia Gipponi e, ovviamente, sono un’avvocata. Da anni assisto donne vittime di violenza domestica e di genere e proprio da questa esperienza ho tratto l’idea dell’“avvocata delle donne”.

Non fraintendetemi, io non odio gli uomini. Tutt’altro. Ho sposato un uomo fantastico, il quale è la prova evidente che uomini veri esistono. E con “veri” non mi riferisco a nessuno di quegli aggettivi idioti che si usano sempre (o quasi) per dire come dovrebbe essere un uomo, tipo “duro”, “virile” o altre analoghe amenità.

Per me l’uomo vero è quello che sa riconoscere la donna come sua pari e – se del caso – accetta anche di battersi perché venga riconosciuta come tale.

Ma ho cominciato parlando di uomini, mentre volevo parlare di donne.

Mi definisco appunto “avvocata delle donne” e sono femminista: sono una donna per e con le donne, combatto per il riconoscimento e la vera realizzazione della parità tra esseri umani, al di là della loro appartenenza di genere.

In una società che ancora discrimina pesantemente le donne, che già a partire dai bambini e dalle bambine riempie la testa di stereotipi di genere, su come è o dovrebbe essere il maschio e su come è o dovrebbe essere la femmina, voglio dare il mio contributo nel combattere, giorno dopo giorno, questa deforme cultura di genere che tanti danni ha fatto e ancora sta facendo.

Sì perché, come molti già sanno, la cultura di genere, che considera – più o meno implicitamente – la donna come inferiore, debole, oggetto di possesso dell’uomo, adatta solo a certe occupazioni (e chi più ne ha più ne metta) è purtroppo alla base di tanti comportamenti violenti di uomini ai danni delle donne.

E badate che i comportamenti violenti non sono solo quelli di chi agisce violenza fisica su una donna: ci sono violenze molto più sottili, poco visibili ma spesso molto più pericolose, infide, dannose, perché rendono accettabili, se non addirittura leciti, i comportamenti peggiori, le discriminazioni più feroci, i danni più gravi.

Quante volte avete pensato che per una certa occupazione (magari domestica) sia più adatta una donna anziché un uomo? Quante volte avete fatto apprezzamenti più o meni spinti in presenza di una bella donna, magari poco vestita? Quante volte avete pensato che, insomma, se una va in giro con una minigonna provoca i potenziali stupratori? Ecco, in quelle occasioni siete stati facili, facilissime vittime degli stereotipi di genere, alimentatori di quella cultura maschilista che danneggia non solo le donne, ma anche gli uomini.