Femminismo e parità di genere

A volte mi pare che alcune posizioni, certi atteggiamenti dei movimenti femministi siano contraddittori:

equality-is-nowad esempio, le lotte e le conquiste per la maternità, accanto alle battaglie per la parità, contro gli stereotipi che ci vogliono per forza madri, arrivano talvolta addirittura a rifiutare il fatto che quello con la madre è un legame unico e fondamentale nella vita di ogni persona, un rapporto che incide in profondità nel destino di ognuno.

Perché lottiamo per allattare ovunque e poi ci offendiamo se si aspettano che lo facciamo?

Non siamo noi stesse, in questo modo, a contraddirci?

Spesso ho l’impressione che per interpretare il femminismo ci sforziamo di essere delle “maschiacce”.

Ma a me piace sentirmi donna, credo che le donne possano anche sentirsi femminili, se le fa stare bene, che possano manifestare la loro peculiare sensibilità ad esempio.

La parità non è essere considerati uguali, ma vedersi riconosciuta pari dignità nella propria specifica individualità.

Non abbiamo bisogno di battaglie di sole donne contro il resto del mondo, non è più questo il tempo. Ringraziamo le donne che le fecero anche per noi, in quell’epoca erano necessarie e non potevano che essere così, ma oggi è tempo di battaglie di chi, uomo o donna, crede davvero nell’uguaglianza e nella parità, contro chi pratica ancora, più o meno consapevolmente, il maschilismo, il sessismo, la sottovalutazione, se non la sottomissione, del femminile.

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